CINEMASTICANDO

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“LO HOBBIT: UN VIAGGIO INASPETTATO ” USCIRA’ IN ITALIA IL 13 DICEMBRE 2012 NEL SENSAZIONALE HFR 3D

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Il tempo stringe e tra pochi giorni (per l’esattezza il 13 dicembre 2012, data italiana dell’uscita nelle sale cinematografiche) “Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato” approderà nel nostro paese.

Il formato HFR (High Frame Rate) 3D della pellicola purtroppo non consentirà la proiezione della stessa in tutte le sale cinematografiche ma solo in quelle predisposte alla specifica riproduzione del film.

Il circuito UCI Cinemas supporterà la proiezione di tale pellicola, realizzata da Peter Jackson a 48 fotogrammi al secondo, grazie alle seguenti sale iSens:

UCI Cinemas Parco Leonardo

UCI Cinemas Fiumara

UCI Cinemas RomaEst

UCI Cinemas Casoria

UCI Cinemas Lissone

Ovviamente la lista è in continua evoluzione dato il numero sempre crescente di adesioni che moltissime sale e cinema stanno sottoscrivendo.

Le ragioni che hanno spinto lo stesso regista neozelandese a girare il film in formato HFR 3D sono state spiegate da Jackson in un post di Facebook.

Alla domanda perché avesse girato la trilogia dello Hobbit utilizzando totalmente una frequenza di fotogrammi al secondo superiore (l’ HFR) egli ha risposto che voleva coinvolgere il pubblico in questo nuovo ritrovato della tecnologia cinematografica poiché anche la semplice visione domestica sta assumendo di giorno in giorno sempre più delle connotazioni sbalorditive in termini di effetti visivi e audio digitali.

Jackson spiega che l’aumento della frequenza dei fotogrammi per girare odiernamente un film può camminare, se non correre, di pari passo con l’era digitale che incita al superamento dell’ostacolo dei 24 fotogrammi al secondo fino ad oggi considerati il valore standard, per rapporto costi e qualità, da rispettare e come delle colonne di Ercole da non valicare.

La pecca della ripresa a 24 fotogrammi è l’originarsi in fase di riproduzione della pellicola di tremolii o sfarfallamenti.

L’occhio umano riesce a distinguere singole immagini intorno ad una frequenza di 55 fotogrammi al secondo, quindi la scelta dei 48 fotogrammi per l’artista neozelandese rappresenterebbe, metaforicamente, quasi una visione illusoria della realtà.

L’attenuazione del motion blur per ogni fotogramma consente di ottenere un miglioramento della nitidezza conferendo alla pellicola un aspetto di prospettiva e di dimensione paragonabile al formato in IMAX o a quello a 65 millimetri.

In questo modo i nostri occhi non patiscono l’affaticamento provocato dalla tecnologia in 3D; infatti la visione di un film in 3D comporta in molti soggetti delle difficoltà rappresentate da sfarfallii e immagini non perfettamente messe a fuoco.

Ora con l’HFR 3D si può godere totalmente di una visione nitida e che non stanchi la nostra vista.

Per Peter Jackson la nuova esperienza dell’HFR 3D significa molto poiché tramite essa potrà dar vita alle immagini da lui concepite sul grande schermo che, grazie a questa nuova tecnologia, riusciranno a “risucchiare” il pubblico dentro l’universo cromatico che si sta muovendo all’interno della pellicola.

I mezzi cinematografici delle sale sono in continua evoluzione poiché i diretti concorrenti dell’ homevideo e dei dispositivi ultratecnologici, come iPad, tablet, computer e smartphone si stanno perfezionando di giorno in giorno offrendo sempre nuove ed entusiasmanti percezioni della realtà.

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