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“LA STIRPE DEL MALE”: IL FOUND FOOTAGE STRIZZA L’OCCHIO ALL’ANTICRISTO

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Dopo il viaggio di nozze la vita di una giovane coppia, i coniugi McCall, subisce un brusco cambiamento: lei aspetta un bambino.
L’evento farebbe felice qualsiasi nuovo nucleo familiare che si sta costituendo, ma tale evento non sembra essere come gli altri.
Soprattutto la futura mamma Samantha si comporta in modo anomalo: si ciba di carne cruda al supermercato e sembra essere assente con la mente anche se presente fisicamente.
Zach, il marito e futuro padre, accortosi di un cambiamento nella sua consorte decide di installare delle telecamere nella propria abitazione per tenere sotto controllo Samantha.
Pian piano il giovane sposino si accorgerà che il mutamento che ha investito sua moglie non avrà niente a che fare con il mondo terreno.

 

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Allison Miller nei panni di Samantha McCall in piedi in una posa inquietante…

“La stirpe del male” non aggiunge nulla di nuovo al genere horror-venuta dell’anticristo; forse l’unica novità è la tecnica di ripresa del found footage, ormai diventata, non sempre, sinonimo di successo in termini economici.
Il “non sempre” forse si sposerà bene con questa pellicola che non mette paura nei momenti in cui dovrebbe; i momenti di tensione si contano sulle punte delle dita e quei pochi che ci sono fanno troppo affidamento sulla ripresa con la telecamera in prima persona.
Stranamente in pellicole found footage in cui la troppa dinamicità delle riprese colloca in secondo piano le recitazioni degli attori, in questo film i due coniugi Samantha McCall e Zach MaCall (interpretati rispettivamente da Allison Miller e Zach Gilford) non sono da buttare via; certo non saranno performance da Oscar però visto il genere della pellicola i due attori risultano credibili, almeno dal punto di vista professionale.
Certo i cliché surreali del genere found footage rimangono: come fa la gente a correre e scappare e nello stesso tempo a riprendere senza mai cascare? La gente normale già solo digitando i tasti del proprio smartphone per strada, mentre cammina, se non alzasse la testa ogni tanto finirebbe addosso a qualcosa o a qualcuno.
Ritornando al filone narrativo del film, “La stirpe del male” si lascia guardare senza però coinvolgere lo spettatore a livello emotivo; poco o niente si dice e si sa della setta e di quello che è successo durante il viaggio di nozze.
Sicuramente questi saranno elementi fondamentali che spingeranno lo spettatore a vedere un eventuale sequel o prequel (l’infanzia di Samantha è coperta da una alone di mistero…strano per un film horror…)
Visto il successo commerciale della saga di Paranaormal Activity prepariamoci ad essere sommersi da una possibile trilogia (o anche tetralogia) di neomamme che portano in grembo la nemesi di Cristo, ovvero l’Anticristo.
Ovviamente tutto rigorosamente in stile found footage…

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